L’ amministratore di condominio: la convocazione dell’assemblea

Un amministratore di condominio  Milano, e nel resto d’Italia, ha diversi tipi di compiti, tra i quali spicca sicuramente quello relativo alla convocazione dell’assemblea dei condomini.

Questo strumento, che  costituisce il centro decisionale per il condominio, è spesso il “luogo” nel quale si individuano le direttive per la gestione degli elementi comuni e anche per effettuare eventuali cambiamenti rilevanti.

L’ amministratore di condominio può convocare diversi tipi di assemblea, ed in particolare quella ordinaria e quella straordinaria.

L’ amministratore di condominio e le assemblee ordinarie e straordinarie

Il Codice Civile non dà una generica definizione relativa a che cosa sia l’assemblea di condominio, anche se la prassi, ormai, è riuscita a recuperare questo tipo di lacuna.

Si sa, infatti, che un amministratore di condominio Milano, e anche in altre parti d’Italia, che convoca un’assemblea, si occuperà di indire un incontro che coinvolgerà i proprietari dei diversi appartamenti di un determinato complesso condominiale.

L’assemblea, secondo la legge, può essere ordinaria oppure straordinaria.

L’assemblea ordinaria è quella che si convoca annualmente e che vede la realizzazione di passaggi come:

  • La conferma dell’amministratore;
  • L’approvazione delle spese e la ripartizione tra i condomini;
  • L’approvazione del rendiconto annuale;
  • La previsione delle opere di manutenzione straordinaria e delle innovazioni.

Diversamente, invece, l’assemblea straordinaria può essere convocata nel momento in cui ve ne sia la necessità.

Come ogni amministratore di condominio a Milano, e nel resto d’Italia, saprà, l’assemblea ordinaria può essere convocata solo dall’amministratore stesso, mentre quella straordinaria può essere richiesta anche dai condomini, magari per dirimere una situazione difficile.

L’assemblea ordinaria e i poteri dell’amministratore

Come si è appena potuto vedere, solo l’amministratore ha il potere di convocare l’assemblea ordinaria.

Anzi, per l’amministratore tale convocazione diventa un vero e proprio dovere: infatti, nei casi di inottemperanza rispetto a tale dovere, si parla di una grave irregolarità da parte dell’amministratore.

Ovviamente, qualora il condominio sia temporaneamente sprovvisto di un amministratore, l’assemblea può essere convocata direttamente dai condomini, spesso proprio per la nomina del soggetto che si dovrà occupare di amministrare i rapporti tra le persone.

Per la nomina dell’amministratore, così come indicato da diverse pronunce, i condomini possono convocare l’assemblea senza dover rispettare particolari formalità, elemento che, invece, andrà tenuto in considerazione per tutti gli altri tipi di assemblea.

L’assemblea straordinaria e i poteri dell’amministratore

L’amministratore ha il potere di convocare un’assemblea straordinaria quando lo ritenga necessario, ma in alcuni casi, come ad esempio nei casi di lavori di manutenzione urgenti, sarà obbligato a tale convocazione.